venerdì 3 luglio 2009

“A Panda piace”… essere un Panda che piace


Un Panda “tenero e dispettoso”, rigorosamente in bianco e nero: è il simpatico personaggio-fumetto di una fortunata serie di web-strip pubblicate sul blog PANDALIKES.

La percezione fantastica dell’essenziale... potrebbe essere questa, a mio avviso, la chiave di lettura del mondo che a Panda piace …

Ed è proprio ciò che i suoi occhioni "non" vedono, e quella sua spensierata e disarmante semplicità, a conquistare le simpatie di navigatori più o meno “navigati”.

Il personaggio è l’alter ego del suo creatore, Giacomo “Keison” Bevilacqua, giovane promessa del fumetto italiano con, all’attivo, varie pubblicazioni di genere dark.

E dopo il successo nel web, arriva anche in libreria “A Panda piace”, il libro (immagine 1) con la raccolta delle più ”sventate, quanto mature” preferenze dell’ormai mitico Panda!


* Giacomo Bevilacqua - “A Panda piace” – Edizioni BD *

Anna Righeblu Ideeweekend

lunedì 22 giugno 2009

Le “Zitelle” di Gallese


Gallese è un piccolo centro situato nel Lazio settentrionale, in provincia di Viterbo, a circa 60 chilometri da Roma.
In passato, qui come in molti altri piccoli centri, la povertà rappresentava un grosso problema per le ragazze in attesa di “maritarsi” e , ahimè, prive di dote…
Con l’intento di porre rimedio a questo problema, intorno al ‘600, alcuni signori del luogo costituirono un’associazione benefica, una sorta di Confraternita.
Essi si impegnarono, così, a stanziare una somma in denaro, quale dote da destinare alle ragazze da marito bisognose e meritevoli.

La donazione avveniva in coincidenza con le celebrazioni religiose dedicate a San Famiano, patrono della città.

A quel tempo, le giovani in età da marito, che conducevano uno stile di vita devoto e laborioso, ispirato a quello di Santa Zita da Lucca, erano chiamate “Zitelle”.

Tra queste ragazze erano estratte a sorte quelle meritevoli, per le quali veniva organizzata una complessa cerimonia.
Il rito, che è stato modificato nel tempo, viene ripetuto ancora, ogni anno, ed è considerato tra gli eventi più rappresentativi della tradizione storica gallesina.


Nelle giornate del 7 e 8 agosto, le ragazze, di età inferiore a 25 anni, sfilano lungo le vie del paese, velate e abbigliate con una tunica bianca.


Accanto a loro, a simboleggiare il sostegno della nobiltà per le giovani, sfilano le Madrine, adornate con lussuosi abiti.

[Foto da google immagini]
Anna righebu ideeweekend

mercoledì 10 giugno 2009

Il potere dei fiori...

Rose bianche con vista...

"I fiori hanno un' influenza misteriosa e sottile sui sentimenti,
analogamente a certe melodie musicali.
Rilassano la tensione della mente.

Dissolvono in un attimo la sua rigidità."
H.W. Beecher
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Questa citazione sembra esprimere, perfettamente, anche il mio pensiero.
Ultimamente ho fotografato diversi fiori: semplici e non...



Rosa Charles De Gaulle

Rododendro

Gerani e roselline

Fiori di Maggio...

Margherita color lilla

Boccioli e gerani dopo la pioggia

Fiore di cactus

Convolvolo bianco

Ortensia

Feijoa
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Anna righeblu ideeweekend

giovedì 4 giugno 2009

Jacovittaggini

Un'ape originale e "simpatica", vista qualche settimana fa...
E voi ricordate i personaggi del mitico Jacovitti?

Cocco Bill, il cow boy alla camomilla... e Tex revolver, Susanna Pullastrell, Trottalemme... i salamini, i pesci lisca e ... qualcuno ricorda il diario Vitt?Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 27 maggio 2009

Una domenica a Città di Castello

Città di Castello si trova in Umbria, nell’alta valle del Tevere e, in origine, era nota con il nome di Tifernum Tiberinum.
E’ dall’antica denominazione romana, modificata in epoche diverse, prima in Castrum felicitatis e poi, dall’anno 1000, nell’attuale Città di Castello che trova la sua origine il nome degli attuali abitanti della cittadina, detti “tifernati”, da Tiferno, appunto…
Il borgo è un tipico centro con edifici in pietra e, nella parte antica, è un concentrato di monumenti che vale la pena visitare.
Su Piazza Gabriotti si affaccia l’attuale sede del municipio, il palazzo dei Priori, costruito nel 1300 seppure in forma incompleta, mancante della torre campanaria.

Sul lato opposto della piazza s’innalza la torre civica (foto 1), detta anche torre del Vescovo, per la sua posizione, a destra del palazzo Vescovile.
Qui, sul finire del 1300, fu posto il primo orologio pubblico.
Molto particolare è un’altra “torre”, quella del romanico campanile cilindrico (foto 2) annesso alla cattedrale, dedicata ai Santi Florido e Amanzio.
Il Duomo presenta una facciata incompiuta, con una parte
bassa caratterizzata da forme barocche e una parte alta rinascimentale, come l’interno, semplice ed elegante. Sul fianco, un’elegante scalinata conduce all’altezza dell’ingresso laterale, costituito da un magnifico portale gotico. Sull’altro lato del Duomo si trova il Museo Capitolare, con reperti d’arte Sacra, una Madonna con bambino del Pinturicchio

e un dipinto di Rosso Fiorentino: “Cristo in gloria”.

Di questo museo potrei ricordare: il costo non proprio contenuto, e “comprensivo” di servizi aggiuntivi da me non sollecitati … la scarsa illuminazione di alcune sale espositive.


Ma … non si può pretendere la perfezione e… un museo non sempre è l’immagine di una città…


Anna righeblu ideeweekend

martedì 19 maggio 2009

La Verna, un weekend tra natura, arte e misticismo.

Sono tante le ragioni per visitare questo luogo, situato nell’Appennino Toscano, a circa 1100 metri di altezza sul monte Penna.
Il sito, noto per le straordinarie bellezze naturali, è frequentato da numerosi turisti e pellegrini, richiamati dalle opere d’arte e dal fascino della spiritualità del
Santuario Francescano.
La via da percorrere, una continua sequenza di curve, sembra essere una delle strade preferite dai numerosi centauri che qui è possibile incontrare.
Arrivati nei pressi di Chiusi della Verna (Arezzo), per salire alla Verna è possibile seguire due percorsi.
Uno, da compiere a piedi e più impegnativo, è quello della Beccia.
E’ un percorso naturalistico, abbastanza breve (circa 800 m), ma con un notevole dislivello nella parte intermedia e finale.
Inizia da un parcheggio posto a circa 8 chilometri dal successivo, più comodo e vicino al Santuario.

Il percorso ricalca il cammino compiuto dal Santo per salire sul monte… la foto della scogliera su cui sorge il Santuario (foto 1) è stata scattata lungo questo sentiero, abbandonato per riprendere l’automobile e arrivare al secondo parcheggio…
Superata Chiusi della Verna, dopo una serie di ulteriori curve, si arriva in un ampio parcheggio e, da qui, si raggiunge il Santuario, attraversando un bellissimo bosco di faggi, il cosiddetto Bosco delle fate.

La vegetazione del parco naturale delle foreste del Casentino è costituita da fitti boschi di abeti, faggi e aceri, con punte rocciose disposte a formare piccole grotte, o sporgenze dalle forme originali.


Tra le varie escursioni attraverso i boschi, è anche possibile salire fino alla sommità del monte Penna, da cui si gode un’ampia e spettacolare vista.

Numerose e singolari sono le formazioni rocciose in prossimità del santuario: tra tutte appaiono particolarmente interessanti la grotta con il letto in pietra e il “sasso spicco”.

Il percorso artistico, oltre agli edifici del santuario con le cappelle, comprende anche la visita alla chiesa di santa Maria degli Angeli e al Museo.
Tra le numerose opere, alla Verna è possibile ammirare molte terrecotte Robbiane, per lo più attribuite ad Andrea della Robbia e, tra queste, una delle più belle è l’Annunciazione.

Anna righeblu ideeweekend

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1. Arezzo: Un weekend d’arte Il Duomo - La Leggenda della Vera CroceCasa VasariIl castello di Poppi 1 -Il castello di Poppi 2 - La Verna - I Della Robbia in mostra - I Della Robbia alla Verna

2. Camaldoli

Ospitalità: Hotel Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

lunedì 11 maggio 2009

Il fascino del Castello di Poppi

Del Castello dei Conti Guidi, pur non avendolo ancora mai visitato, avevo già scritto su Ideeweekend e vacanze... ero stata catturata, infatti, non solo dalla sua storia ma anche dalla leggenda della bella Matelda...
Poi, durante il weekend del primo Maggio, iniziato lungo gli itinerari dei Della Robbia, sono arrivata a Poppi, uno dei borghi più belli d'Italia.
Finalmente ho potuto visitare il castello, notevole per la vista sul territorio e per l'originalità e la conservazione delle strutture interne.

La fortezza è nota, storicamente, per le vicende legate alla potente famiglia dei Conti Guidi che, nel territorio del Casentino, esercitò un grande potere, per circa 400 anni.
La struttura principale del maniero, risalente alla fine del 1200, fu più volte rimaneggiata, all'esterno e al'interno, con l'aggiunta di elementi difensivi e funzionali, che non ne alterarono, però, il possente aspetto primitivo.

Nel cortile interno l'attenzione è catturata dalla grandiosa e scenografica scala di Baldassarre Turriani: le eleganti rampe sembrano scaturire da un intreccio armonioso di salite e discese, indistinguibili, dirette verso gli ampi ballatoi lignei dei piani superiori.

Dai ballatoi si accede agli ambienti vissuti: la bella Cappella, riccamente decorata, sulla volta e le pareti, con affreschi attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto.

Sul lato opposto, nel salone delle feste è possibile ammirare alcuni dipinti e una terracotta robbiana raffigurante la Madonna della cintola,

mentre nel cortile si trovano diversi stemmi policromi.
Molto interessante è la austera Biblioteca Rilliana, dove sono conservati ed esposti numerosi e antichi volumi e manoscritti....

...
se siete in zona Casentino, il castello, con tutto il suo fascino... e i misteri, merita una visita.

Anna
Righeblu Ideeweekend


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1. Arezzo: Un weekend d’arteIl Duomo - La Leggenda della Vera CroceCasa Vasariil castello di Poppi - La Verna - I Della Robbia in mostra -
I Della Robbia alla Verna
2. Camaldoli

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martedì 5 maggio 2009

Weekend del gusto nel basso Casentino

Cosa c’è di meglio di un weekend, organizzato all’ultimo momento, all’insegna del gusto nell’arte e nella cucina?
Dell’incanto dell’arte e dei luoghi si dirà nei prossimi post… qui
si parla di buona cucina, quella toscana, interpretata col cuore e la passione dei due instancabili cuochi del Ristorante hotel “la Gravenna”, a Subbiano, poco più a nord di Arezzo.

L’accoglienza cordiale del proprietario, il signor Lars, la buona compagnia e, in più, la simpatia di Nadia, signora della cucina, hanno reso piacevolissima la pur breve vacanza, trascorsa lungo gli itinerari della mostra dei Della Robbia.
Nella prima serata, tra le ricette tipiche toscane, abbiamo scelto quelle a base di cinghiale, iniziando con delle ottime tagliatelle al ragù.

In chiusura la magnifica torta con fragole

che la signora Nadia ha affettuosamente preparato per noi.

Già al mattino dopo, le torte preparate dalla cuoca e il pane e focaccia preparati dal consorte,

profumavano di buono la sala da pranzo e anche il resto della nostra giornata!
Per di più, la cena a base di primi ai porcini, seguiti da un’eccellente tagliata di manzo, si è conclusa con una delicata, dolce, crema paradiso ai frutti di bosco!

Con le foto, anche se poco chiare, spero di poter rendere un’idea della particolare genuinità della cucina della signora Nadia: una piccola, grande cuoca e una cara persona.

Anna righeblu ideeweekend

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2. Camaldoli

Ospitalità: Hotel
Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

giovedì 30 aprile 2009

Catania, il fiume nascosto


Si può visitare Catania nell'arco di 3-4 ore? Non proprio... ma, nell'attesa dell'imbarco si può parcheggiare all'interno del porto e dirigersi verso il centro, per un primo approccio con il salotto cittadino, la bellissima piazza del Duomo.
Gli edifici più importanti sono qui, in questo grande spazio che gravita intorno alla fontana dell'Elefante, ispirata a quella della Minerva a Roma.


Il piccolo elefante di lava, detto "u liotru", poggia su un basamento con le statue dei fiumi Simeto e Amenano e sorregge, a sua volta, un obelisco egizio con segni del culto di Iside.
Al di sopra di esso, si trova una sfera con le insegne di Sant'Agata, protettrice della città.


Il Duomo (purtroppo chiuso nel pomeriggio di Sabato...) fu dedicato alla Santa e costruito sulle antiche terme Achilliane.
Al suo interno si trovano reliquie, tombe e tesori di notevole interesse.
Su un lato della piazza sorge un'altra fontana, la fontana dell'Amenano, il fiume sotterraneo che sbocca nello Ionio, proprio nei pressi del porto.
Anticamente il fiume, ora "nascosto", scorreva in superficie e alimentava un lago, il lago di Nicito.
La lava dell'Etna del 1669 coprì gran parte della città compreso il lago di Nicito e i numerosi canali in cui si divideva il fiume Amenano che, però, continua a scorrere nel sottosuolo, fino ad emergere nella fontana omonima, per poi scendere verso la pittoresca "Pescheria" e gettarsi nello Jonio.


Anna righeblu ideeweekend

lunedì 20 aprile 2009

Le vie del mare, verso la Sicilia

Un viaggio in Sicilia è sempre piacevole, specie quando si è invitati al matrimonio di una persona cara!
Decidere il percorso è meno piacevole: andare in macchina, sulla Salerno-Reggio Calabria potrebbe essere troppo impegnativo, con l’incognita del traffico del lunedì di Pasqua!
L’aereo? Sarebbe la soluzione migliore ma, pur di portare la propria auto, alla fine si decide per il traghetto, da Napoli a Catania…. Si parte alle 21 dal porto di Napoli, con TTT Lines, e occorre essere lì, per l’imbarco, circa due ore prima. Il porto esercita sempre un certo fascino, e la città di Napoli, vista dal mare, appare sotto un’altra luce… le navi da crociera,

i traghetti, i portacontainer, le piccole imbarcazioni, sembrano essere lì, per farsi ammirare, con i fianchi smaltati di bianco e blu e le luci della sera. Il traghetto è una buona soluzione per raggiungere la Sicilia: non troppo costoso se prenotato con largo anticipo, permette di cenare, riposarsi in cabina con servizi, o in poltrona, fare colazione, e portare la propria auto al seguito.
...La nostra traversata durerà circa undici ore, con mare abbastanza mosso ma, anche all’arrivo, sarà piacevole seguire il profilo della costa di Sicilia,
fino a scorgere l’Etna che vigila, coperto di neve e nubi, sul porto di Catania. Anna righeblu ideeweekend

sabato 11 aprile 2009

Pasqua 2009



Con l’augurio che la Pasqua ci faccia riscoprire la gioia, nelle piccole cose e negli affetti più cari.

Buona Pasqua!

Anna righeblu - ideeweekend

sabato 4 aprile 2009

Il bosco sacro di Bomarzo

[Il Drago]

.... La "Villa delle Meraviglie"...


Quando fu realizzata, per volere del Principe Pier Francesco Orsini, la villa doveva essere un parco pieno di creature fantastiche e mostruosità, sapientemente scolpite nella pietra e .... CONTINUA QUI...

Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 1 aprile 2009

Castiglione in Teverina – il borgo antico


Al confine tra Umbria e Lazio, in una zona ricca di testimonianze etrusche, sorge Castiglione in Teverina, paese con una parte moderna costruita a ridosso di un incantevole e antico borgo, denso di case, vicoli e scale in pietra.

Dalla Piazza Maggiore, con la bella Chiesa Collegiata dei SS Filippo e Giacomo, si entra nel borgo di origine medioevale, dominato dalla rocca Monaldeschi. Da qui è tutto un susseguirsi di scorci deliziosi, con belle vedute sulle Valli Tiberine fino a scorgere il piccolo lago di Albiano. Nelle campagne vicine, appena fuori dal paese, si trovano alcune chiese campestri, come quella della Madonna delle nevi, risalente al 1500. Da qui, percorrendo la via che porta a Bagnoregio, si può visitare il piccolo centro di Lubriano, situato in buona posizione sulla splendida valle dei calanchi e con una vista invidiabile su Civita di Bagnoregio.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: BagnoregioCivita di Bagnoregio – Lubriano - Castiglione in Teverina – Bomarzo - Lago di Bolsena

lunedì 23 marzo 2009

La città sospesa, le mie immagini in video

Le mie immagini in video... (Regolate il volume sui toni medi)



Immagini di Civita di Bagnoregio, la città sospesa... in un'altra dimensione, sul paesaggio lunare della stupenda valle dei calanchi.
Ancora vitale e pulsante, per la tenacia e l'amore della gente che qui vive, senza lo stress e gli affanni della nostra dimensione.
Bellissima, si raggiunge solo a piedi, attraverso un lungo ponte ... da vertigini...

E voi, potreste vivere in un posto così?

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Bagnoregio - Civita di Bagnoregio - Lubriano - Castiglione in Teverina - Lago di Bolsena - Bomarzo

mercoledì 18 marzo 2009

Pitigliano – città sul tufo


Dopo una serie di curve, tra monti e boschi della Maremma, ecco apparire Pitigliano, splendida, antica città arroccata su uno sperone di roccia tufacea.
Gli archi dell’acquedotto mediceo svettano leggeri sul bordo della rupe e fanno da cornice al complesso di edifici che, dalla Piazza della Repubblica, dominata dall’imponente Palazzo Orsini, si snodano lungo l’abitato.

Il borgo, d’impianto medioevale, è percorso da brevi scalinate, piccole corti e loggette e da stretti vicoli che portano sugli strapiombi laterali, dove la vista può spaziare su magnifici panorami.
Tra i monumenti da visitare: il Duomo con il massiccio campanile, fontane, chiese e i resti della sinagoga della comunità ebraica che, per la sua notevole influenza, nell’Ottocento valse alla città il soprannome de “La piccola Gerusalemme”.
Arrivati all’estremità del borgo, lungo i vicoli, è possibile ammirare le caratteristiche cantine scavate nella roccia.
In questi giorni (14 – 15 – 19 Marzo) si svolge a Pitigliano la tradizionale Torciata di San Giuseppe che terminerà domani, nella ricorrenza del Santo, con il corteo storico in costume.
Lungo il percorso sono portate in processione delle grandi torce, fino al centro della città, dove, per rievocare il rito pagano propiziatorio dell’arrivo della Primavera, viene bruciato un enorme pupazzo, che rappresenta l’”Invernacciu”, l’inverno che ormai muore.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Saturnia1 - Saturnia 2 - Sovana - Pitigliano